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Editoriale · Storie

I sette brevetti del 1991: la Sardegna in sette forme

Nel 1991 la famiglia depositò a Roma sette modelli originali. Sette tributi all'isola: la fauna, il passato, il mare, la flora, il vento, l'intreccio.

Nel 1991, sei anni dopo aver aperto la bottega di via Vittorio Emanuele, Salvatore Giagu e Maria Rosaria Deroma depositarono a Roma sette modelli originali. Nel mondo dei coltelli è un gesto raro: le forme si ereditano, si tramandano, qualche volta si copiano. I coltelli brevettati Giagu fecero un'altra strada: sette disegni nuovi, registrati perché di quelle forme restasse scritto dove erano nate.

Trentacinque anni dopo, quei sette brevetti sono ancora in produzione, ancora su commissione, ancora realizzati soltanto qui.

Perché una bottega deposita un brevetto

Un brevetto ornamentale protegge un disegno. Ma il senso vero di quel deposito non era difendersi: era dichiarare. Ognuna delle sette forme è un tributo preciso a un aspetto dell'isola, la sua fauna, il suo mare, il suo vento, la sua flora, la sua storia, i suoi intrecci. Messe in fila, raccontano la Sardegna come la conosce chi ci vive.

Erano anche gli anni in cui la bottega si stava facendo un nome: quattro anni dopo quel deposito, nel 1995, la prima Mostra Internazionale del Coltello Custom avrebbe portato quindicimila visitatori a Pattada. I sette brevetti arrivarono prima, come una dichiarazione d'intenti.

C'è una cosa che distingue i brevetti da tutto il resto della produzione: ogni esemplare è numerato uno per uno, e nessun esemplare ripete le combinazioni di materiali di un altro. Non sono edizioni chiuse: sono modelli vivi, che la bottega realizza da trentacinque anni, un pezzo alla volta.

Muflone, coltello brevettato Giagu del 1991 con guardia a testa di muflone
Il Muflone, uno dei sette brevetti del 1991.

Le sette forme, una per ogni anima dell'isola

Sette depositi per sei ispirazioni: al passato, con l'Antico, ne furono dedicati due.

Muflone, la fauna

Un pugnale con lama da 20 centimetri, doppia molatura e falso filo sul dorso. La guardia è lavorata per ricreare la testa del muflone sardo, presenza endemica delle montagne dell'isola: libero e schivo, come le combinazioni di materiali con cui nasce ogni esemplare, sempre diverse. È il Muflone.

Antico, il passato (due depositi)

Già nel 1800, nel nord della Sardegna, accanto alla resolza viveva una lama più larga, "a foglia di alloro": il coltello che il pastore portava al fianco per la caccia. L'Antico la riporta in vita con due brevetti distinti, la lama fissa e il serramanico: stessa identità, con l'occhiello pronunciato alla base della lama e finiture che arrivano fino all'avorio fossile e alla filigrana d'oro dei maestri orafi sardi.

Onde, il mare

La Sardegna ha quasi duemila chilometri di costa. Il brevetto Onde è l'omaggio a quel mondo: lama fissa e larga da 12,5 centimetri e un manico ondulato e sinuoso, modellato a mano sulla curva di un'onda. Un movimento che non si guarda soltanto: si sente sotto le dita.

Onde, coltello brevettato Giagu con manico sinuoso modellato sulla curva di un'onda
Onde: il manico modellato a mano sulla curva di un'onda.

Foglia, la flora

La macchia mediterranea è un catalogo infinito di foglie, e il serramanico Foglia, con la sua lama da 9 centimetri, lo dichiara nel profilo: il disegno della foglia diventa la forma stessa della lama e del manico. Anche i materiali seguono la natura, con tonalità di corno e legno scelte per richiamarne i colori.

Elica, il vento

Dalle coste alle alture, il vento accompagna l'isola tutto l'anno. L'Elica ne ferma il movimento: una forma che ricorda le pale mosse dal vento, serramanico con lama da 12,5 centimetri a doppia molatura in punta e manico ergonomico, pensato per stare in mano come si deve.

Elica e Antico, coltelli brevettati Giagu con finiture in oro
Elica e Antico con finiture in oro: il vento e il passato, fianco a fianco.

Torciglione, l'intreccio

Il brevetto tecnicamente più complesso della maison. Il manico, interamente scolpito a mano, riprende il motivo dell'intreccio tradizionale sardo: quello dei tessuti del costume, dei cestini, dei dolci e del pane. Una forma che la Sardegna tramanda da secoli, qui diventata coltello: il Torciglione, serramanico con lama da 12 o 16 centimetri.

Torciglione, coltello brevettato Giagu con manico scolpito a mano a intreccio sardo
Il manico del Torciglione, interamente scolpito a mano sul motivo dell'intreccio sardo.

Che cosa significa, per chi colleziona

Chi conosce la storia della resolza pattadese sa che a Pattada le forme si perfezionano di generazione in generazione. I sette brevetti sono il capitolo che la nostra famiglia ha aggiunto a quella storia: forme che prima non esistevano e che esistono in una sola bottega al mondo.

Per un collezionista questo significa tre cose. La prima: nessun altro può realizzarle. La seconda: ogni esemplare è numerato e non ripete i materiali di un altro, quindi ogni coltello è un originale dentro un originale. La terza: si commissionano come tutto ciò che esce da qui, con un dialogo che dura dai sei ai dodici mesi e l'ingresso nel registro della bottega, dove le commissioni si conservano dal 1985. E ogni brevetto lascia la bottega con il certificato cartaceo della maison: modello, materiali, data, nome del committente.

Da dove comincia una collezione

Non c'è un ordine di partenza. Ognuna delle sette forme racconta una storia sua: la fauna nel Muflone, il passato nell'Antico, il mare nelle Onde, la flora nella Foglia, il vento nell'Elica, l'intreccio nel Torciglione. Chi colleziona parte dall'affinità: il brevetto giusto è quello che parla a chi lo guarda. Da lì, molti costruiscono negli anni la serie delle sette forme, un percorso che il registro della bottega documenta commissione dopo commissione, dal 1985.

Ogni esemplare entra in archivio con il suo numero, la combinazione dei materiali e il nome di chi lo ha commissionato: è così che una collezione privata resta legata, per sempre, alla storia della bottega.

Le sette forme si conoscono da vicino nella collezione Brevetti 1991, e dal vivo nel nostro showroom di Pattada. La Sardegna, qui, non è un motivo decorativo: è la materia prima del disegno.

Domande frequenti

Cosa sono i coltelli brevettati Giagu?

Sono sette depositi originali registrati a Roma nel 1991 dalla famiglia Giagu: il Muflone, l'Antico nelle sue due versioni (lama fissa e serramanico), le Onde, la Foglia, l'Elica e il Torciglione. Ogni forma è un tributo a un aspetto della Sardegna, dalla fauna al vento all'intreccio tradizionale, e viene realizzata esclusivamente nella bottega di Pattada.

I brevetti Giagu sono numerati?

Sì. A differenza della produzione classica, ogni esemplare dei sette brevetti è numerato uno per uno e nasce con una combinazione di materiali che non si ripete. Entra nel registro della bottega, accompagnato dal certificato della maison.

Si possono ancora commissionare i modelli brevettati?

Sì: sono modelli vivi, in produzione dal 1991. Si realizzano su commissione, con tempi dai sei ai dodici mesi, scegliendo materiali e finiture in dialogo con la famiglia.

Da quale brevetto conviene iniziare una collezione?

Non c'è un ordine giusto: ognuna delle sette forme ha un'anima sua, e la scelta è un fatto di affinità tra il coltello e chi lo accoglie. Ogni esemplare è numerato, entra nel registro della bottega e può diventare il primo passo verso la serie completa.

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