Ci sono oggetti che si comprano, e oggetti che si aspettano. Questa pagina racconta perché un coltello Giagu appartiene ai secondi e che cosa significa, davvero, collezionarlo.
Esiste una grammatica del collezionismo che le grandi maison artigiane hanno codificato nei secoli: numerazione d'archivio, edizioni limitate, lavoro su commissione, materiali nobili, heritage di famiglia, un museo che custodisce la memoria, la lavorazione interamente a mano. Tratti precisi, riconoscibili, che nessuna produzione industriale può imitare.
Nel mondo dei coltelli, in Italia, una famiglia applica questa grammatica per intero: la famiglia Giagu, a Pattada. Quarant'anni di forgia ininterrotta sotto lo stesso tetto — Salvatore Giagu e Maria Rosaria Deroma aprirono la bottega nel 1985; Adriano e Letizia la conducono oggi, nella stessa via, con la stessa firma.
Ogni commissione è un dialogo che dura mesi. Ogni cliente è conosciuto per nome. Ogni pezzo entra nel registro della bottega, dove le commissioni si conservano dal 1985. Nessuna macchina sostituisce la mano: per questo un Giagu non si replica, si tramanda.
Quello che segue è il manifesto del collezionismo Giagu: otto tratti. Sette appartengono alla tradizione delle maison. L'ottavo è soltanto nostro.
La grammatica
della maison.
La lista d'attesa
della maison.
Un coltello Giagu non si compra da uno scaffale: si commissiona. Chi desidera un pezzo scrive alla maison. Tutti i nostri coltelli nascono così, da quarant'anni.
Dalla conferma alla consegna passano dai sei ai dodici mesi: è il tempo della commissione: il dialogo, i disegni, la scelta dei materiali, la forgia, l'ingresso nel registro della bottega.
Non è un'attesa subita: è il tempo necessario perché un originale esista. E quando arriva, arriva con un certificato firmato a mano.
Le materie
che durano i secoli.
Damasco. Oro 18 carati in filigrana sarda. Corno di montone o di muflone selezionati, corno di cervo, avorio fossile dal reperimento certificato. Ulivo e ginepro dell'isola, legni esotici pregiati, madreperla, corallo mediterraneo, argento. Materie nobili che le mani esperte trasformano, da quarant'anni, in lame e manici destinati a durare più di chi li possiede.
Il museo
come prova.
Il Museo Culter di Pattada è stato fondato dalla famiglia Giagu nel 2011: il primo museo internazionale del coltello in Italia, nello stesso edificio dove nascono i coltelli. Già nel 1995 la prima Mostra Internazionale del Coltello Custom aveva portato a Pattada quindicimila visitatori. Una collezione che si visita, si studia e si tramanda: per un collezionista è la prova che questa storia non è una promessa di marketing, è un patrimonio.
Quello che
resta con il coltello.
Ogni pezzo Giagu è accompagnato da un certificato cartaceo firmato a mano: modello, materiali, data di consegna, nome del committente. In parallelo vive l'archivio interno della maison, dove le commissioni sono registrate dal 1985 in avanti: un Giagu si può sempre riconoscere, datare, ricondurre alla sua storia. La garanzia è di dieci anni. L'affilatura, gratuita, è a vita.
Per entrare
in conversazione.
Una lettera, una mail, una visita in bottega. Ogni collezione Giagu comincia allo stesso modo: con una conversazione.
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